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| Isola
ambientale La
classifica funzionale delle
strade è strettamente correlata alla definizione delle isole
ambientali. Il concetto di isola ambientale, nella complessa
realtà urbana di Milano, assume una connotazione
caratteristica ed innovativa.
In primo luogo si sancisce la prevalenza della mobilità del
pedone e della bicicletta sulle altre componenti veicolari rendendo
possibile un recupero dello spazio urbano a favore della
mobilità locale che, all’interno delle isole, deve
svolgersi in piena sicurezza.
La realizzazione di tale nuova disciplina si attua principalmente
attraverso la definizione di una appropriata gerarchia di rete locale e
di disciplina della circolazione. La forte specializzazione delle
strade, già sperimentata con successo in diverse
realtà europee (woonerf, zone 30), garantisce un
più corretto utilizzo degli spazi e la
possibilità di introdurre, laddove la nuova gerarchia lo
consenta, sistemi di mitigazione atti a contenere il traffico e a
garantire le funzioni assegnate.
L’eliminazione degli itinerari di attraversamento che
attualmente impegnano la rete locale e l’individuazione di
itinerari di ingresso e uscita dall’area protetta, sono il
primo passo verso l’attuazione delle isole ambientali e la
definizione degli ambiti di intervento.
Si dovrà attuare una rigorosa canalizzazione del traffico
entro ben identificati assi per i percorsi di più lungo
raggio in modo da impedire gli itinerari di attraversamento e favorire
l’utilizzo della viabilità locale per
l’approccio alla destinazione finale.
Una fluidificazione quindi della rete principale attraverso interventi
ai nodi (regolazione semaforica, modifiche strutturali), interventi
agli archi (eliminazione della sosta, specializzazione tra trasporto
pubblico e trasporto privato) e parcheggi di interscambio per favorire
il trasferimento al mezzo pubblico.
Al di fuori degli itinerari definiti lo spazio stradale
dovrà perdere l’attuale connotazione di
asservimento al traffico veicolare per divenire uno spazio di relazione
dove il movimento veicolare convive, adeguandosi, con le
necessità del movimento di pedoni e biciclette.
Nel complesso tessuto milanese, la diffusione delle funzioni implica
che il concetto di isola ambientale possa essere esteso anche ad aree
ad alta affluenza. Si pensi per esempio alle aree universitarie,
ospedaliere o con presenza di grandi attrattori quali uffici pubblici o
stazioni ferroviarie. In questi casi l’attuazione del
progetto di isola ambientale deve ancor più agire sulla
specializzazione delle funzioni stradali, garantire la fruizione dei
servizi, preservare il tessuto residenziale dalla
promiscuità di utilizzo degli spazi.
Gli strumenti a disposizione si riconducono sostanzialmente alla
possibilità di progettare la velocità delle
strade ed indurre i comportamenti attraverso il disegno stradale, con
dispositivi di “traffic calming”, pavimentazioni,
arredo, riorganizzazione della sosta e progettazione ambientale.
Il Comune di Milano ha già operato nel 2001 una prima
sperimentazione progettuale su dieci isole ambientali, in ambiti con
differenti caratteristiche, i cui risultati hanno consentito di
ritenere possibile l’estensione della metodologia a tutto il
territorio comunale, definendo così 88 isole ambientali che
coprono l’intera area urbanizzata tratto
da "Piano generale del traffico urbano 2003
(PGTU)" elaborato dall'Agenzia per la mobilità
Zona residenziale
Una prima definizione scaturisce
dalla lettura del n.58, comma 1, dell'art. 3 del codice della strada :
"zona urbana in cui vivono particolari regole di circolazione
a
protezione dei pedoni e dell'ambiente,delimitata lungo le vie di
accesso dagli appositi segnali di inizio e fine.
Già da questa definizione è chiaro che la
regolazione della mobilità urbana ha ad oggetto non tanto, o
non solo, la circolazione stradale delle auto e delle moto sulle strade
urbane, quanto invece la vivibilità dell'ambiente urbano.
Nelle zone residenziali vanno quindi adottati tutti i provvedimenti, in
fatto e in diritto, che tendono a tutelare concretamente la
vivibilità di tali zone.La definizione e le
modalità di intervento per la zona residenziale fanno capo
alle normative tecniche di attuazione elaborate per le zone
territoriali omogenee in relazione alle disposizioni del codice della
strada , Ministero dell'interno, Direzione centrale per la polizia
stradale, ferroviaria, di frontiera e postale. Servizio polizia
stradale-Divisione 1^.prot.300/A/45182/103/12/12 del 7 settembre 1999.
Il legislatore ha voluto riconoscere all'ente proprietario
della strada
i poteri di individuare le zone residenziali, stabilire le particolari
norme di comportamento che l'utente è tenuto a mantenere
all'interno delle stesse e, non da meno, l'adozione di adeguati sistemi
atti a prevenire la violazione delle predette norme di
comportamento.
Nella zona residenziale il conducente ha l'obbligo , non solo di
osservare determinate regole di prudenza e specifiche norme di
comportamento, ma di prestare una particolarissima attenzione alla
guida. Infatti egli si trova, non già e non solo nell'ambito
del centro abitato, ma anche e soprattutto, nell'ambito di una zona
residenziale. Questo, per sottolineare quel più ampio potere
discrezionale dell'organo di polizia stradale, in ordine
all'accertamento di quelle violazioni che presuppongono una valutazione
di merito (artt.141,145,148,150,156,182 codice della strada) da parte
dell'organo medesimo. Zona a
Traffico Limitato (ZTL) Il Codice della Strada del 1992
ha introdotto una classificazione specifica delle aree da assogettare a
limitazione del traffico e/o della sosta, e precisamente: area
pedonale urbana: zona interdetta
alla circolazione dei veicoli, salvo quelli in servizio di emergenza e
salvo deroghe per i velocipedi e per i veicoli al servizio di persone
con limite o impedite capacità motorie; zona
a traffico limitato: area in cui
l'accesso e la circolazione veicolare sono limitate a ore prestabilite
o a particolari categorie di utenti e di veicoli. A
queste si aggiungono le zone di particolare
rilevanza urbanistica, per le quali nel Codice della Strada
non vengono fornite definizioni particolari e che possono essere
individuate di volta in volta in funzione di esigenze specifiche.
Nell'ambito delle aree pedonali urbane, delle zone a
traffico limitato e delle zone di particolare rilevanza urbanistica i
Comuni hanno la facoltà di riservare, con ordinanza del
Sindaco, superfici o spazi di sosta per veicoli privati dei soli
residenti nella zona, a titolo gratuito od oneroso. Fonte: Comune
di Milano, "webcity", a cui rimandiamo per maggiori
approfondimenti.
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