Vi avevo accennato,
qualche tempo fa, che mia moglie
si era recata negli Stati Uniti a inizio Marzo. Come di consueto, si
è recata in una libreria dove ha
acquistato alcuni volumi di vario genere. Il
primo che ho deciso di leggere è "The tipping
point", scritto da Malcolm Gladwell.
A differenza dei libri dei quali ho parlato in questo
sito, non si tratta
di un racconto ma di un saggio di sociologia.
Le
parole "tipping point"
sono usate in medicina da coloro che studiano il modo in cui
si
diffondono le epidemie: il "tipping point" è il
momento
(temporale) in cui l'epidemia esplode e si diffonde in maniera
incontrollabile.
Gladwell
è un giornalista
che in passato si era occupato di seguire i progressi scientifici
relativi all'AIDS. Questa attività lo
portò a
conoscere alcuni epidemiologi che condivisero con lui le loro
conoscenze. A un certo punto, Gladwell
ebbe un intuizione: i meccanismi che
intervengono nel
campo della diffusione delle epidemie sono analoghi a quelli
che
governano altri fenomeni economici, sociali, comportamentali o
pubblicitari.
Dunque la diffusione di una moda, la diminuzione dei crimini a
new
York negli anni 90, il fatto che libri scritti da sconosciuti diventino
dei best seller, possono essere pensati come
delle "epidemie
sociali".
Più
in dettaglio, Gladwell enuncia tre regole: la "legge dei
pochi", il "fattore collante" e la
"legge del contesto".
La "Legge dei pochi":
secondo
Gladwell, all'interno della
società ci sono dei personaggi che sono
una sorta
di "ripetitori di segnale", in grado di diffondere
le
informazioni in maniera
molto efficiente. I "pochi" si dividono in tre categorie:
- i "connettori", o socializzatori, persone con un numero elevato di
conoscenze e che hanno un'elevata capacità di diffondere le
informazioni, in modo convincente, verso un numero elevato di
altre persone.
- gli "esperti", persone che hanno un alto e indubbio grado di
conoscenza su uno o più argomenti. Non sono abili a
diffondere le informazioni, ma sono loro che passano le
informazioni ai "connettori", che li ritengono delle fonti affidabili,
e provvedono alla diffusione delle stesse.
- i "venditori", nel senso letterale del termine, sono coloro
che propagano le informazioni grazie alla loro
capacità di
persuadere. Non hanno magari delle grandi conoscenze di quello che
stanno vendendo ma sono in grado di diffondere le informazioni presso
parecchia gente.
Il "fattore collante"
è la
legge secondo la quale un messaggio o un'informazione deve
rimanere "incollata" nella mente di chi lo riceve per un tempo
sufficiente a fargli compiere determinate azioni. Altrimenti,
l'informazione decade, e l'epidemia sociale si
autoestingue. Questa legge è, ad esempio, ben conosciuta da
tutti i pubblicitari che cercano di coniare slogan per fare ricordare
meglio l'oggetto pubblicizzato, ma anche da tutti quei maestri di
scuola che si ingegnano di inventare regole per fare tenere a
mente degli allievi i contenuti delle loro lezioni.
Infine, la "legge del
contesto" esprime il concetto che, per
diffondersi, un'epidemia sociale ha bisogno di trovare i corretti
fattori di predisposizione nell'opinione pubblica. Ad
esempio,
certe mode potrebbero non essersi mai diffuse in epoche diverse o in
posti diversi da quelli in cui sono effettivamente nate.
Il lettore deve tenere conto del fatto che questo saggio non
è un libro
accademico. Le regole non sono dei teoremi seguiti da relativa
dimostrazione logica, ma piuttosto delle congetture
validate
con esempi. Si ha l'impressione che
questo libro sia il primo tentativo di elaborare una teoria che spieghi
cosa sono le "epidemie sociali", ma che
effettivamente manchi una base davvero solida per sostenere
le argomentazioni proposte.
Dal mio punto di vista, io ho gradito molto il primo capitolo,
quello sulla
"legge dei pochi", perchè appare essere il più
concreto.
Il secondo, che parla del "fattore collante", mi
è
piaiuto di meno: forse perchè ha descritto in gran
parte
l'evoluzione di un famoso programma
didattico della TV americana, senza spiegare il vero concetto
di
fondo, e
cioè che è abbastanza complicato realizzare un
messaggio
che si "incolli" al pubblico. Di solito occorre modificare il
messaggio più
di una volta, e spesso una sola, piccola modifica
fa compiere grandi
progressi o grandi passi all'indietro.
Concludo dicendovi che a me. sempre stato incuriosito dai fenomeni di
diffusione delle informazioni, questo libro è interessato
molto.
Se non ve la sentite di leggere la versione inglese, potete
tranquillamente cercare quella in italiano che si intitola "Il Punto
Critico". Attenti però a non confonderlo
con un romanzo di Michael Chrichton, la cui edizione
italiana
ha lo stesso titolo.
Scheda
del libro:
Autore :
Malcolm
Gladwell
Titolo
:
The tipping point
Pagine
:
300
Stampa
:
2002
Editore
:
Back Bay Books
Dove
trovarlo :
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